sabato 7 maggio 2011

Running - Dove mettere le chiavi.


Quando ho cominciato a correre si è presentato un problema tanto stupido quanto fastidioso.

"Dove metto le chiavi?"

Problema da poco, direte voi. Assolutamente sì, ovvio. Però se già sei poco motivato, il minimo fastidio rischia di farti perdere la voglia di allenarti e può essere un deterrente: una cosa tipo principessa sul pisello, per intenderci.

Tempo fa, tutto fiero del mio primo traguardo, i 10 giri dell'anello esterno del campo sportivo, arrivai sudato e scodinzolante dalla fatina dei dentini a comunicare l'infranto record personale, calcolato sommariamente con il cellulare lasciato in auto.

La fatina dei dentini ha la tendenza a esprimere la sua soddisfazione in maniera estremamente complessa.

FdD - 6 km in 41' sono 410''/km: appena scendi di peso punta a 360''/km (6'/km) ossia 3' e 36'' a giro (36' tot).

... non ho capito, ma l'ho preso per un "bravo".

Ad ogni modo, avevo bisogno di un orologio con cronometro.

Spinto dalle esigenze ma trattenuto dalle contingenze, ero propenso a farmi un Polar o un Garmin, ma ogni volta che visitavo un online store di cardiofrequenzimetri e tecnologità sportive venivo rediretto al sito delle poste e il monitor cominciava a grondare sangue sulla tastiera.

Decisi di aspettare.

Alla fine, provvidenziale fu la bancarella esotica della fiera di paese, con esposizione di costosissimi e originalissimi segnatempo dell'epoca.

Ecco il mio finto Casio molto anni '80, molto leggero, molto 5 euro.



Ora che avevo l'orologio con cronometro ero a posto: pronto per il trail running sul Nanga Parbat.

Ma il destino era in agguato. La robustissima fibbia del cinturino del prezioso strumento di precisione, decise incomprensibilmente di abbandonarmi ex abrupto nel mezzo di un allenamento ed io mi ritrovai a correre con le chiavi nella mano destra e l'orologio nella sinistra.

Comodissimo.

Giocoforza, dovevo trovare una soluzione, anche perché avevo la tendenza a soffiarmi il naso con le chiavi e asciugarmi il sudore con l'orologio. Profondamente sbagliato.

Peraltro a volte mi avrebbe fatto comodo avere due lire dietro, per passare in macelleria a prendere i ricostituenti al ritorno dall'allenamento. La soluzione era delineata: correre con il carrellino della spesa delle vecchie.



Tuttavia i sobbalzi ed il momento angolare nelle curve rischiavano di rendere l'allenamento decisamente meno proficuo. Optai quindi per una soluzione più professionale: un marsupio da braccio della Pro-Touch, 10 euro.



Si fissa al braccio tramite una fascia che ricorda tanto quella del misuratore di pressione, effettivamente comoda e leggermente elasticizzata.

Io la fisso al braccio sinistro, in maniera tale che piegando l'avambraccio non scenda. I bordini sono rifiniti in tela morbida in modo da non tagliare la pelle. Solo durante allunghi e scatti tende a scendere, probabilmente perché sbaglio qualcosa io nella tecnica di corsa, distendendo il braccio. Durante la corsa normale è perfetta (e comunque per gli allunghi basta stringerla un po' di più).

In generale durante l'allenamento non si sposta più di tanto, in ogni caso al massimo dopo dei sobbalzi consistenti si porta sotto il tricipite e si ferma lì. Non è che ti gira di continuo tipo satellite intorno al braccio, ecco.

Nella zona superiore c'è una parte gommata e forata con una X per far passare i cavetti delle cuffie (si presuppone un utilizzo come porta mp3 o cellulare): io non la uso perché come già detto utilizzo il walkman Sony NWZ-W253 e non ne ho bisogno.

Dentro ci sta veramente tanta roba: chiavi, fazzoletti, due lire, eventuale documento+carta di credito se hai i tempi stretti e devi andare a comprare qualcosa subito dopo l'allenamento, il famigerato orologio di cui sopra.

Una comodità notevole è quella di poterci mettere il cellulare: capita di dover aspettare una telefonata importante che può cadere esattamente durante il momento dell'allenamento. Auricolare bluetooth ed è fatta.


Penso di metterci anche due costarelle congelate da pucciare durante la corsa, ma non so se macchiano.


E' dotato altresì di un pratico catarifrangente in modo che gli automobilisti possano identificarti e asfaltarti con precisione, realizzando così più punti. Già.

La zip è gommata, in modo da evitare lo spiacevole effetto mucca durante la corsa: ideale per chi vuole muoversi in furtività come ladri, serial killer, molestatori, senza rinunciare al benessere e alla forma fisica. All'interno, lo spazio oggetti è provvisto di elastici per lo stesso motivo. Ehm.

Infine, da segnalare la possibilità di inserire un bignami di cinematica quando comunichi alla fatina dei dentini che ti sembrava di aver corso un po' più veloce, forse perché in un percorso circolare e lui ti risponde così:

FdD - Certamente, a causa della velocità tangenziale: 



martedì 3 maggio 2011

Idee per dimagrire - 1 - Accendere la scintilla.


"... una volta accesa la scintilla, sventolare adeguatamente fino a provocare la fiamma. In seguito allargare la brace e continuare a sventolare fino al raggiungimento di uno strato bianco di cenere: posizionare quindi la carne sulla griglia e lasciar cuocere per massimo..."



Ah, no, scusate. Ho sbagliato stanza mentale.

Proviamo quella dopo, nel corridoio delle idee.

"... lasciar riposare per almeno un'ora. Preriscaldare il forno... "

Eh no, anche qui si parla di cibo.

Boia, questo palazzo è tremendamente monotematico. Si parla di cibo sempre e a priori... anche quando l'argomento principale dovrebbe essere un altro.

Si rischia di prendere fischi per fiaschi e travisare anche gli allarmi medici:



Ehm.

Comunque, buffa 'sta cosa che ogni evento della vita (pare) debba essere scandito dal cibo.

"Stasera birra tra uomini"
"Perché non ci facciamo una pizza tra amiche?"
"Dài, stasera aperitivo coi colleghi".
"Domenica grigliatina in campagna?"
"Sabato pranziamo al mare!"
"Hai preso le patatine per la giocata di Dnd?"
"Caffè domattina al lavoro?"
"Tisana pre-nanna insieme davanti a un film?"
"Ieri, pranzo dello staff"

Pare che alcuni cibi rivestano una importanza particolare addirittura nei momenti più riservati e intimi, vedi alla voce "derivati del latte fresco ottenuti per affioramento spontaneo a riposo". Argh.

Beninteso: di suo, il mangiare insieme è bellissimo nonché fondamentale. Una cena in piacevole compagnia è una delle cose che adoro ed ha innumerevoli ripercussioni positive sulla mente e sull'organismo, purché non si ecceda.

Di più: dopo una camminata in montagna, il minimo che puoi fare è un piatto di pasta come si deve. E in mezzo, mettiamoci anche la domenica dalla nonna, con le immancabili lasagne, che ti rigenerano da una settimana di stress. E così il pranzo in agriturismo, il compleanno del collega, la festa del figlio, eccetera.

Tutto questo è giustissimo e doveroso. Tuttavia è bene tenere presente che il fulcro dell'evento è la compagnia, non la cena! 







Se vado a fare due passi con amici e non mangio niente, DEVO divertirmi lo stesso, altrimenti c'è qualcosa che non va nel mio modo di ragionare. Il fulcro dell'aperitivo dev'essere la conversazione, non il Negroni con molto gin e contorno di stuzzichini.

Il primo obiettivo è quindi capire che si possono passare dei momenti stupendi con amici anche senza mangiare niente, pensa un po'. Si può camminare per il corso senza un gelato in mano, si può guardare un film senza aver bisogno di spataccarsi i jeans con le patatine, andare al mare e non mangiare la famosa pizzetta rossa dopo il bagno.

Attenzione, intendiamoci.

Non sto dicendo che tutte queste attività siano IL MALE.

Dico solo che spesso commettiamo quattro errori:

1) ci dimentichiamo il vero motivo dell'evento (mangiamo insieme invece che usciamo insieme)
2) la qualità del cibo influenza la percezione dell'evento ("'sta pizza fa schifo" quindi rompo le palle tutta la sera, che ho mangiato male)
3) la quantità di cibo influenza la percezione dell'evento ("le patatine erano poche" quindi rompo le palle tutta la sera, che ho mangiato poco)
4) ci assuefacciamo alla presenza del cibo ("che merda di serata, non c'erano né pizza né patatine", indi rompo le palle tutta la sera e anche un po' della mattina dopo)

Oh, poi anche io non concepisco una partita di Dnd senza le patatine, ovvio. E nemmeno una gita fuoriporta senza grigliata finale, come già ampiamente documentato :D

Tuttavia è importante non restare schiavo del cibo e far sì che esso non influenzi la qualità dell'evento che stiamo vivendo (fatte salve le necessità fisiologiche...).

PER FAR SCOCCARE LA PRIMA SCINTILLA DEVI SCUOTERTI, APRIRE GLI OCCHI E RENDERTI CONTO DI QUELLO CHE E' VERAMENTE IMPORTANTE IN QUEL MOMENTO. 

Di solito, non è il cibo.

Staccarsi dalla schiavitù del cibo è il primo passo per dimagrire. Essere in grado di godersi la serata con amici anche senza scolarsi tre litri di birra mentre si chiacchiera, vedere un bel film senza mangiarsi una mastella di popcorn al cinema, incontrarsi a casa di amici dopo cena e non farsi l'ammazzacaffé.

Si può fare: io l'ho fatto :)

Ricordiamoci: mangiare non è l'obiettivo, ma il mezzo.

... ora vado a cena.

:D

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