... dove per "Ultima" si intende "L'ultimo paio prima della fine".
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| Mizuno Wave Ultima 3 |
No, non è che ho deciso di
farla finita, anche se la
Fatina dei Dentini tenta di
disinstallarmi un fascio muscolare ad allenamento ed il
recupero conseguente assomiglia piuttosto ad un
respawn.
Semplicemente, ho deciso che
queste scarpe mi accompagneranno agli
80 Kg, ossia al
Traguardo.
Punto.
Nella lunga saga eravamo rimasti agli
87: ora ne ho ripresi
ben 10 da settembre scorso, per fortuna più di massa magra che di Homer-lardo; dato anche il
poco tempo causa lavoro per
lunghi allenamenti (come corsa, bici, circuiti al campo...) ho focalizzato l'allenamento su
brevi sessioni di massa, potenza e tecnica (in garage, 1 ora max, salvo
massacramentino* del sabato con tre criminali felici di picchiarmi), complici anche i nuovi giochini portati
da Babbo Natale e dalla Befana dalla
Fatina dei Dentini e dalla
Psicoterapeuta Allegata...
... che mi hanno fatto
perdere 1 Kg invece che prenderne 5 durante queste vacanze, a prescindere dalle
maialate natalizie.
Per fortuna
la taglia dei pantaloni è rimasta intatta (anche se dovrò probabilmente farmeli prestare da
Tom Platz, se mi continuano a crescere i quadricipiti), quindi non mi preoccupo più di tanto.
Ora però si inverte la tendenza e si sciolgono via gli
ultimi 17 Kg.
Per far questo, considerando che ho ridotto le suole delle mie amate
Nike Air Pegasus come due
fettine di bresaola, decido che è ora di fare un
investimento e comprare
una scarpa seria e
severa, tipo
la direttrice di Lovely Sara, che mi segua nell'allenamento aerobico fino al traguardo degli 80 Kg, senza problemi.
Sicché,
moneta non sovrana alla mano, mi reco al
solito negozio e riesco a fare
tingolo per uno dei
commessi che vedendomi arrivare si era
prontamente nascosto, come di consueto, dietro lo scaffale dei
cardiofrequenzimetri: sbuffando e pestando i piedi, incazzato come
un toro nella sede della CGIL**, il povero è obbligato a venire allo scoperto al mio cospetto e di conseguenza ripetermi per l'ennesima volta, oramai
a memoria,
dettagli e caratteristiche tecniche di tutti e 21 i modelli esposti e anche quelli che dovranno uscire nella stagione a venire.
Poco prima che
perda conoscenza, i miei neuroni fanno
ooh e pronuncio le
fatidiche parole, di fronte al commesso praticamente
esanime:
"Le prendo."
Mentre mi accingo a pagare, con il
30% di sconto, felice come un
gatto in una pescheria, mi pare di udire nella
filodiffusione dell'ipermercato un
brano corale di stampo ecclesiastico, dal vago sentore
angelico e
sognante. Che buffa programmazione che passano per
radio, talvolta.
Purtroppo, causa
impegni,
piogge,
massacramentini vari e conseguenti obblighi di
rianimazione recupero, mi tocca aspettare ben
TRE GIORNI prima di utilizzarle.
Finalmente, dopo tanta attesa, le
provo.
Appena messe ai piedi, la sensazione è chiara.
Fanno cagare.
No, davvero. Lì per lì ho la sensazione di aver fatto
la cazzata più colossale del pianeta e speso fior di quattrini per un paio di scarpe
dure, scomode e storte.
Abituato com'ero alle
Pegasus, dove nella rullata come appoggiavi il piede a terra sembrava di
affondare su una tetta di Pamela Anderson (e l'effetto
rimbalzo era probabilmente
analogo, anche se le
protesi della bionda non credo siano fatte di
cushlon), queste scarpe qui erano
VERAMENTE STRONZE.
Dure. Bastarde.
Ignoranti.
Ossia.
Sì, avevano una
ammortizzazione eccelsa: poi però quando era ora di tirar su il piede,
cazzi tuoi. Volevi allenarti?
Zitto, fatica e non rompere.
Ma come? Io prendo un paio di
scarpe ultrafighe convinto che
corrano da sole e loro cosa fanno? Mi fanno
ammazzare di fatica? Non si fa.
Stronze scarpette.
Cacchio, ok che non mi chiamo
Dorothy e non speravo che
battendo i tacchi arrivassi come per magia
in fondo alla ciclabile, ok che non mi aspettavo che facessero
PIM PAM di notte sul sentiero di pietre grosse, ma boia dei corridori, un minimo di
umanità, per piacere!
NO.
"
Muori", dicevano.
In più, nell'
avampiede, così abituato a fare
SCIAF SCIAF sull'asfalto che neanche una
foca, c'era qualcosa di strano, che ti vietava tassativamente di
zompettare come una capretta per i campi sul percorso.
Perché? Perché? Peeeerché???
Bastarde scarpette. Stronze scarpette.
Infine, l'idea di fare
10 Km in due giorni e tre notti era esclusa: lo
stacco a fine rullata era talmente
indotto dalla scarpa stessa che ci mancava solo l'audio che dicesse "
dài, muovi il culo".
Eccheppalle.
Insomma, erano scarpe
serie, severe, poco divertenti. Probabilmente le usa
Monti quando va a correre.
Alla fine del
riscaldamento, sicché, stavo quasi per
incazzarmi e tornare a casa
scalzo per ripicca. Ho desistito dall'intento solo perché vicino al
fiume dove corro
anche le nutrie girano con le ciabatte per una questione di igiene.
Così,
dopo un paio di Km, con un po' di
pazienza, ho cominciato a
prendere il ritmo e
andarci d'accordo [
qui attacca il sottofondo di archi con la melodia diabetica].
Ho notato che,
alzando leggermente il ritmo, mi
lanciavano in avanti come una fionda. Effettivamente avevano una
reattività incredibile, grazie pare a questa
tecnologia chiamata
SmoothRide.
Tutto sommato bisognava riconoscere che erano
comode, leggere (
340g... neanche una
bistecchina)
ed areate (si dice
AirMesh)
e calzavano alla perfezione (
Dynamotion-fit, lo chiamano). La
tomaia era effettivamente un capolavoro, altro che "
pezzetto tagliato".
Chiaramente non si tratta di scarpe per
ragazzine sculettanti con la
pochette che fanno la
camminatina con l'amica per
un giro di campo per poi tornare nella
figopalestra nemmeno sudate ma con l'aria
affranta di chi ha fatto l'
Ultra Trail du Mont Blanc, eh. Con queste bisogna
tirare e
allenarsi sul serio, non fare finta.
Infatti,
aumentando il ritmo, ho potuto apprezzare anche l'
effetto ammortizzante sul tallone, che andando piano non si notava; sicuramente
diverso da quello dell'Air delle Nike (le
Mizuno usano la tecnologia
Wave), ma forse anche più
efficace (e
duraturo, dicono: vedremo). Per tutto il resto (della scarpa) non c'è
Mastercard bensì la tecnologia
AP+, che provvede a fornire l'
effetto stronzo di cui sopra (ossia "
io ti ammortizzo, poi il resto lo fai tu").
Il
rinforzo interno sull'avampiede, per gli amici
VS-1, in effetti, dava un aiuto non da poco quando il ritmo aumentava e
il piede sembrava sospinto in avanti e in alto. Le
ginocchia ringraziavano per il
mancato contraccolpo.
La cosa che mi ha lasciato a bocca aperta, invece, è stata nelle
curve: effettivamente sembrava di avere
il piede incollato alla strada anche in quelle più strette (vabbò, non è che quando corro
tocco il ginocchio come in
motomondiale, eh).
Fra l'altro mi hanno assicurato che anche il
battistrada dovrebbe durare
un culo e mezzo. Staremo a vedere. Pare che ci sia anche qui una
sigla da ricordare:
X10, che starebbe per "
fibra in carbonio ultrafiga che non si consuma mai". Wow, ho le scarpe in
carbonio. Quindi teoricamente potrei anche
mangiarle.
Poi è successa una cosa
buffa, che mi ha fatto capire quanto la
tecnologia di questa scarpa sia
avanzata: siccome fondamentalmente sono un
barbaro e
troppo asfalto mi fa venire l'orticaria, ovviamente ho pensato bene di andarmi a
impantanare con le mie belle
scarpette bianche in uno
sterrato fangoso, facendo finta di avere un paio di scarpe da
trail running. Quando ho visto che
pattinavo, invece di
correre, che neanche in una scena di un
film Disney, ho preferito
tornare sul solido asfalto.
Le scarpe avevano ovviamente
caricato sotto un po' di fango, che avrei teoricamente dovuto
perdere per strada in pochi metri: infatti l'ho perso quasi tutto, solo che di lì in avanti ho sentito la scarpa destra assolutamente
sbilanciata, come se
qualcuno mi buttasse il piede da un lato mentre correvo! Ho scoperto poi, tornando a casa, che ne era rimasto un po' ed era entrato un piccolo sasso tra il battistrada e la rientranza sul tallone, che quindi
incasinava quello che come dicevo sopra chiamano
Dynamotion-Fit. La
principessa sul pisello mi fa un baffo.
Comunque, sbuffando e sudando, sono arrivato
alla fine della ciclabile alla grande, con le
ginocchia a posto ed il
piede non in stato di avanzata decomposizione, il che è già tanto, con la sensazione opposta a quella che ho avuto nei primi 2 km.
Ok, avete vinto,
stronze scarpette. Lo dico.
"Ho fatto un ottimo acquisto."
Contente?
Il problema era
tornare indietro:
10 kg in più e vari mesi di allenamento di altro tipo si sentono, e purtroppo il fiato non si compra al
Cisalfa.
Peccato.
Bon, poco male: ora sono attrezzato per
rifarmelo alla grande, dato che ai piedi ho due
emissari della Fatina dei Dentini che a ogni falcata mi ripetono:
"Beh? Cos'è quella robaccia? Più veloce! Dài, muovi il culo! Forza!"...
... Ogni giorno, a
Pesaro,
un vichingo grosso come un bue si alza e sa che dovrà
correre più veloce del giorno prima o la
Fatina dei Dentini gli
ipotecherà un polmone nel prossimo allenamento. Ogni mattina, a Pesaro,
un bue grosso come un vichingo si alza e sa che quando tornerà dalla corsa, grazie alle sue nuove
scarpette crudeli,
morirà di fame.
Quando il sole sorge,
non importa che tu sia vichingo o bue: meglio che cominci a correre.
Note:
* Il
massacramentino è l'evoluzione dell'
allenamentino, vedi
qui. Solitamente consta di circa
tre ore di allenamento comprendenti
45' di riscaldamento, un
circuito ematico (nel senso che quando cominci a
sputare sangue puoi
passare all'esercizio successivo) e conseguente
sparring, lavoro con i guanti da passata, condizionamento o tecnica. O una qualsiasi altra
combinazione di esercizi che non ti consenta di
deambulare come un qualsiasi altro
essere della tua specie nei due giorni a venire.
** In realtà devo riconoscere pubblicamente la sua
pazienza e
competenza :)
Homo Cisalfus, se mi leggi, spero che coglierai la mia
ironia e la mia
riconoscenza: ti dedicherò
un Kg del mio tessuto adiposo.